Mami monogatari – Mami VS Ca’ Foscari

Se nel post precedente vi ho narrato il percorso interiore che mi ha portata a fare la scelta di tornare all’università e partire nuovamente per il Giappone, credo sia giunto anche il momento di raccontarvi come sono arrivata, in modo concreto, a stringere tra le mani la lettera di accettazione che vedete qui sotto.

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Sì, perché arrivare fin qui non è stato per niente facile. E no, non sto parlando di studiare come una pazza rinunciando anche a un minimo spiraglio di vita sociale o fare carte false per ingraziarsi la benevolenza della commissione. No, niente di tutto questo. Ciò cui mi riferisco sono le mille difficoltà incontrate da quando ho saputo di essere stata scelta dalla mia università per lo scambio, fino al giorno in cui la simpatica lettera di poco prima è diventata mia e solo mia.
Ecco quindi la mia storia. Dedicata a chi volesse un giorno seguire le mie orme e lanciarsi in questa mirabolante impresa (fate attenzione!); a chi si diverte a scaldare sedie rubando un posto di lavoro a qualcuno che magari, seduto su quello stesso scanno, avrebbe potuto fare davvero qualcosa di utile; e dedicata un po’ anche a me stessa, perché in fondo è sempre bello ridere delle proprie sventure una volta passate.

Il nostro avvincente racconto ci porta indietro nel tempo fino al lontano (?) febbraio 2014, quando Mami, la nostra giovane e audace protagonista, riceve una bellissima mail che le comunica di essere stata selezionata per lo scambio con l’università giapponese da lei stessa scelta. Ed è qui che ha inizio la nostra avventura…

Mami, al colmo dell’euforia, si lancia immediatamente alla ricerca di informazioni sul sito dell’università in questione, scoprendo così che per ottenere tutta la documentazione necessaria al completamento dell’iscrizione le è richiesto di rivolgersi direttamente al suo istituto. Piena di speranze e buoni propositi, si reca così in quello che si preannuncia come un luogo paradisiaco ma che, in breve tempo, le aprirà le porte dell’inferno: l’Ufficio relazioni internazionali.
Luogo all’apparenza tranquillo e sereno, il suddetto ufficio nasconde in realtà tutto un mondo di approssimazioni e incompetenze (che dire, siamo pur sempre in Italia!), nel quale, alla simpatica richiesta della nostra eroina “Sono venuta a ritirare la documentazione per la Sophia University“, la perfida antagonista, che qui chiameremo MC (Maledetta Cialtrona), le rivolge di tutta risposta un “Ma noi non ne sappiamo niente“. Sarà questo l’inizio di mille peripezie.

Una settimana a seguito dell’infausto evento, Mami riceve finalmente notizie da MC: “Ti inoltriamo la documentazione inviataci dalla tua futura università“. Bene, perfetto. Certo, però, che avrebbe almeno potuto compiere un minimo sforzo per modificare un po’ la mail, anziché inoltrare l’intera conversazione che suonava più o meno così:
MC: “Abbiamo selezionato il nostro candidato. Ci inviate la documentazione per procedere alla domanda d’iscrizione?
Sophia University: “Riguardatevi la mail che vi abbiamo mandato a dicembre.

Che dire, sono cose che succedono (lo sono, vero?), ma almeno la nostra impavida eroina può finalmente iniziare a compilare tuuuuuuuuuutti quei simpatici doc… un attimo! Cosa sono quelle due righe in fondo a quell’ultimo foglio?
Mami si strofina gli occhi incredula e prova a leggere e rileggere quelle due semplici frasette, convinta che probabilmente sia il suo inglese a essere così pessimo da impedirle di capire perfino un concetto tanto banale. O forse no.
Decisamente no. Le parole stampate su quel foglio recitano esattamente le seguenti parole: «A chiunque sia intenzionato a seguire i corsi in giapponese, è richiesta la certificazione livello N1 del JLPT. Chi volesse invece seguire i corsi in inglese, è pregato di presentare la certificazione linguistica TOEFL con un punteggio minimo di x.»
Ma come? Eppure il bando rilasciato da Ca’ Foscari diceva chiaramente che se per chi voleva seguire i corsi in inglese era richiesto il TOEFL, a chi avesse voluto seguire quelli in giapponese sarebbe bastata una conoscenza linguistica  di livello pari all’N2 del JLPT. Qui c’è qualcosa che non quadra. Anche perché Mami, nei suoi sogni di gloria, aveva scelto questa università proprio perché, nonostante la mancanza della certificazione N1, le avrebbe permesso di seguire i corsi della Facoltà di Letteratura Giapponese.

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Il (uno dei, il mio) campus della Sophia University. Sì, avete visto bene, quelle sulla sinistra sono due chiese: la Sophia fu infatti fondata dai gesuiti.

Armata di coraggio e tanta tanta pazienza, Mami decide quindi di calarsi nuovamente negli inferi e andare a incontrare la sua acerrima nemica. Espone dunque il suo dramma a MC.
Mami: “A causa di un vostro errore mi trovo fortemente in difficoltà: il bando diceva che serviva il TOEFL per seguire i corsi in inglese e un livello pari all’N2 del JLPT per quelli in giapponese, mentre la documentazione della Sophia University dice che servono il TOEFL per quelli in inglese e l’N1 per quelli in giapponese.
MC (forte del suo “non ho palesemente ascoltato una sola parola di quello che hai detto”): “Ma guarda che era scritto. Guarda: «Agli studenti che volessero frequentare i corsi in inglese è richiesta la certificazione TOEFL con un punteggio minimo di x; quelli intenzionati a seguire in corsi in giapponese devono avere un livello linguistico pari all’N2 del JLPT».
Mami: “… Appunto. Voi avete scritto che serve un livello pari all’N2 («pari a», quindi non la certificazione effettiva), loro vogliono la certificazione N1.
MC: “……”
Mami: “Io non ho la certificazione. Ho però un attestato di un corso di giapponese avanzato che ho frequentato in Giappone nel 2009, potrebbe andar bene lo stesso?
MC: “Eh, ma se dicono che voglio l’N1, vogliono l’N1…
Mami: “…”

Sconsolata, la nostra eroina si allontana da quel luogo del male con in mano un nulla di fatto. Ha inizio così una lunga e intensa corrispondenza con la Sophia University, nella quale le comunicano che no, non può proprio seguire quei corsi senza la certificazione richiesta. E così ancora mail e mail e mail e mail e mail e… alla fine, a un passo dalla disperazione assoluta (di Mami, ovviamente), l’università le lancia un’ancora di salvezza.
Sophia: “L’unica soluzione è sostenere il TOEFL e iscriverti al FLA (il dipartimento con gli insegnamenti in inglese), nella speranza poi di fare abbastanza pena ai docenti del Dipartimento di Letteratura così che ti lascino fare gli esami che desideri.
Mami: “Non ho mai sostenuto il TOEFL però, e la data di scadenza per la consegna dei documenti si sta avvicinando.
Sophia: “Non preoccuparti, siamo a conoscenza della tua situazione. Inviaci tutto il resto e i risultati del TOEFL ce li farai avere quando saranno pronti.

Al colmo della speranza, Mami s’iscrive così al TOEFL (per la bellezza di 175 bellissimi euro, con i quali avrebbe potuto fare mille cose decisamente più interessanti) e ridiscende negli inferi per consegnare la documentazione. Mentre attende serenamente il suo turno, ecco uscire dai cancelli che separano il mondo del bene da quello del male una piccola bestia di Satana, che fissa su di lei il suo sguardo sorpreso come fosse appena caduta dalle nuvole (peccato fosse invece ascesa dagli inferi) ed esclama: “E tu cosa ci fai qui?

Mami: “Ho appuntamento con MC..
BdS (Bestia di Satana): “Ma MC non c’è!
Mami: “……” Impietrita, mentre nella sua testa lo sbalordimento e l’istinto omicida  si lanciano con impeto in un violento scontro all’ultimo sangue.
BdS: “Beh sai.. oggi è un giorno un po’ particolare come puoi vedere: c’è l’orientamento per i nuovi studenti. Puoi tornare un altro giorno?
Mami: “A dire il vero no, visto che non abito qui.
BdS: “Allora puoi lasciare il materiale a me, poi MC lo controllerà e se c’è qualcosa che non va ti chiamerà e verrai qui.
Mami: “Fatemi capire: è un mese che corro come una pazza e ho speso un sacco di soldi in più perché VOI mi avete dato delle informazioni sbagliate, e adesso vengo qui, dopo aver prenotato con dieci giorni di anticipo, e mi venite a dire che l’ho fatto inutilmente? Trovate il modo di farla venire perché io non mi schioderò di qui finché non le avrò parlato!
BdS entra nel panico e si ritira per chiedere informazioni. Poco dopo fa ritorno tutta impettita, convinta di aver finalmente trovato un modo per liberarsi della nostra eroina: “Se vuoi puoi aspettare qui che si liberi, però potrebbe metterci anche qualche ora…
Mami: “Nessun problema, aspetterò.
Insomma, chi la dura la vince: non passano due minuti che MC si materializza magicamente difronte alla nostra spavalda protagonista, che riesce finalmente a portare a termine la sua missione.

Tutto bene quel che finisce bene, direte voi. Ma è qui che vi sbagliate!
Quando tutto sembra finalmente essersi risolto, e la nostra beniamina tornata alla vecchia e rimpianta serenità, ecco che riceve un simpatico piccione viaggiatore con un messaggio dalla Sophia: “Ci manca la tua certificazione del TOEFL.” Ma come? Non l’avevano spedito quasi un mese fa?
Nessun problema! Con astuzia e agilità (detta anche: “diamo altri 15 preziosi euro ai nostri amici americani”) Mami riesce a porre fine anche a questa insidia; finalmente possiamo tirare un sospiro di sollievo. E a rendere ancor più piacevole la tanto meritata pace interiore, ecco arrivare anche il modulo per la richiesta della borsa di studio della JASSO.
Compilalo e portamelo che lo spediamo“, queste le parole di MC.

Ormai a un passo dal trionfo sulle forze del male, la nostra impavida eroina si lancia immediatamente nella stesura di una lettera motivazionale che possa rivelarsi sufficientemente convincente, per poi avviarsi con decisione e coraggio verso la battaglia finale.
Giunta nuovamente, e per l’ultima volta, al cospetto di MC, riesce finalmente a consegnarle il modulo. La vittoria sembra ormai in pugno, ma si sa: i migliori scontri tra le forze del bene e del male vogliono sempre il colpo di scena con un ultimo, disperato tentativo di ribellione da parte dell’antagonista. Ed è così che MC, preso il foglio tra le mani, rivolge il suo sguardo confuso a Mami e, in un impeto di disperato attaccamento al suo ruolo, combattuta tra il desiderio di lotta disperata e la redenzione, pronuncia le seguenti sofferenti parole: “E io… cosa devo farne?
Mami, che per un attimo aveva pensato di concederle il perdono, capisce allora che non c’è speranza di salvezza per l’animo di questa crudele figlia del male e, sfoderando la sua arma segreta (la mail ricevuta dalla stessa MC), pone finalmente fine allo scontro distruggendo l’acerrimo nemico.

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La possente aquila, simbolo e mascotte della Sophia University.

Ahimè, come nella migliore delle tradizioni, ogni cattivo che si rispetti è sempre accompagnato da un fidato seguace, disposto a proteggere il suo padrone (o la sua memoria) fino alla morte. È proprio quando la nostra valorosa protagonista riceve la comunicazione dell’arrivo della sua lettera di accettazione, che la piccola Bestia di Satana di turno fiuta il momento opportuno per scagliarsi all’attacco.
Dopo aver preso appuntamento per le 14.30 di un apparentemente innocuo mercoledì, Mami si mette in viaggio verso Venezia. Giunta a destinazione con abbondante anticipo, decide di fermarsi alla biblioteca del dipartimento per ammazzare il tempo studiando un po’. L’imprevisto, però, è sempre dietro l’angolo!
Spostando casualmente lo sguardo sul cellulare, scopre di avere una chiamata persa e un messaggio in segreteria: il numero è di Venezia. Si precipita ad ascoltare il messaggio e la sorpresa è sconvolgente: una musica, nessuna parola. La scaltra e coraggiosa Mami non si lascia intimorire e, grazie al suo spiccato  intuito, riesce a svelare il mistero. “Non sanno usare la segreteria telefonica, chiamano sicuramente da Ca’ Foscari. È una trappola!” Richiama immediatamente il numero sospetto e, dall’altro capo del telefono, la Bestia di Satana confessa: “Hai preso appuntamento per il pomeriggio, ma c’è stato un errore del sistema perché noi il pomeriggio siamo chiusi.
Svelato l’arcano, Mami si lancia alle calcagna del nemico, stendendolo in un solo colpo e riuscendo finalmente a impossessarsi dell’agognato tesoro. Poco dopo, ecco discendere fiera dall’alto la possente aquila, divinità suprema della Sophia University, con un importante messaggio per la nostra protagonista: “La borsa di studio è tua.

Mami è finalmente riuscita a sconfiggere le forze del male e riportare la pace in quel dell’ateneo veneziano; o perlomeno nella sua piccola e promettente (?) esistenza.

~THE END~

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7 thoughts on “Mami monogatari – Mami VS Ca’ Foscari

  1. E se ti dicessi che l’arguta MC si era persa un posto quando avevo fatto domanda io e se non l’avessi tampinata a dovere non se ne sarebbe mai accorta e io non sarei mai partita per lo scambio?
    Comunque, otsukaresama! Ti aspetto!

  2. X°D MC e BdS!X°DDD Non hai idea di quanto abbia riso!XD
    Ora che ci ridi sopra, ti dico la verità: ogni volta che mi arrivavano i tuoi messaggi, scoppiavo a ridere!X°D Sembrava troppo la storia di un fumetto!X°D

  3. Non so come tu abbia fatto a non ammazzarla di botte X°D Io l’avrei massacrata, ci sarebbero stati ribaltamenti di tavoli e scenate con calci agli oggetti più disparati … ammiro il tuo aplomb U_U

  4. Pingback: Giorni dal #92 al #129: Mami monogatari – L’ospedale | 330 giorni a Tokyo

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