Giappone gluten free

Essendo io celiaca, avevo in mente questo post già da un po’ ma, dopo aver saputo di alcuni membri dell’AIC in partenza a giorni, ho deciso di anticiparlo.

wheat-allergy

Vivere gluten free in Giappone purtroppo non è facile, e non lo è per tre motivi fondamentali:
1) in Giappone, come nel resto dell’Asia, la malattia non è conosciuta; e in generale, non vi è una diffusa consapevolezza dei problemi alimentari. Le allergie – tra cui quella al frumento – sono riconosciute, ma (non chiedetemi perché!) vi è la credenza che siano proprie solo dei bambini e spariscano con la crescita;
2) per quanto la cucina giapponese possa sembrare a prova di celiaco, non lo è: il glutine è presente quasi in ogni piatto (e spesso sarete guardati come degli alieni se paleserete il vostro problema);
3) se è vero che i giapponesi sono tendenzialmente gentili e disponibili nei confronti della clientela – e che nella maggior parte dei ristoranti di medio-alto livello saranno certamente a vostra disposizione per aiutarvi a trovare il piatto perfetto per voi – è altrettanto vero che la maggior parte dei luoghi in cui si tende a mangiare quando si è fuori casa non appartiene a questa categoria. Si tratta per lo più di catene, molte delle quali specializzate in un’unica pietanza (troverete piccoli ristoranti che servono solo okonomiyaki, takoyaki, oppure donburi), e difficilmente in questi posti saranno disposti a modificare il menu su richiesta. Conosco una persona che dopo aver spiegato di essere intollerante al lattosio, ha ordinato un dolce e se l’è visto recapitare cosparso di panna montata.

Fatta questa premessa, andiamo a vedere come può sopravvivere un celiaco in Giappone.

– Cosa evitare –

Le fonti di glutine nel Paese del Sol Levante sono tendenzialmente le seguenti: frumento, salsa di soia (che contiene frumento, ma ho trovato opportuno menzionarla separatamente) e orzo. Le prime due le trovate fondamentalmente ovunque, l’orzo è invece presente principalmente nel mugicha (麦茶, un tè a base di orzo) e nel miso (che può essere di riso o di orzo, assicuratevi che sia 100% di riso – per la cronaca, “riso” si dice “kome” e si scrive ). Il miso (みそ / 味噌) viene utilizzato per fare una zuppa molto diffusa nella cucina giapponese: il misoshiru (みそ汁).
Leggere le etichette sui prodotti è fondamentale! Qui, le voci cui bisogna prestare attenzione:
小麦 (komugi = frumento)
小麦粉 (komugiko = farina di frumento)
麦 (mugi = frumento, grano)
大麦 (ōmugi = orzo)
ライ麦 (raimugi = segale)
しょうゆ / 醤油 (shōyu = salsa di soia; potete trovarlo scritto in entrambi i modi)
麩質 / グルテン (fushitsu/guruten = glutine)

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Un esempio di donburi – piatto a base di riso con sopra carne o altri ingredienti – per l’esattezza questo nella foto è un gyūdon, con carne bovina. Sembra innocuo, ma contiene salsa di soia!

In generale tutti i tipi di noodles, riso al curry, takoyaki, okonomiyaki e donburi sono fuori portata. Fate attenzione anche ai vari nabe – letteralmente “pentola”, si tratta infatti di una grande pentola all’interno della quale cucinare carne e verdure di vario genere – nel brodo spesso mettono la salsa di soia.
Girando per i forum americani, inoltre, noterete che molti diranno di fare attenzione al mizuame (水飴 / 水あめ), perché spesso a base d’orzo (ma potrebbe essere anche di patata dolce). C’è da dire però che il tanto temuto mizuame – il cui nome è un composto delle parole mizu (acqua) e ame (caramella) – altro non è se non uno sciroppo di glucosio; e come sappiamo, indipendentemente dal cereale di provenienza, lo sciroppo di glucosio subisce una lavorazione tale da non rappresentare più un problema per il soggetto celiaco. Ciò detto, ci tengo a precisare che non mi prenderò alcuna responabilità in merito. Io l’ho mangiato e non sono stata male (tra l’altro in un periodo in cui ero piuttosto sensibile); lascio a chi legge la responsabilità di decidere per se stesso.

– Cosa mangiare –

Dopo aver dedicato ampio spazio a tutte le cose da cui un celiaco deve tenersi alla larga, è giunto il momento di dare uno sguardo a cosa possiamo invece mangiare.

Per quanto la vita da abitante del luogo – o da turista alloggiato in appartamento – sia decisamente più confortevole, in quanto si ha la possibilità di cucinare da sé i propri piatti, esistono comunque alcune alternative.

I conbini, innanzitutto. Si tratta di piccoli supermercati aperti 24/7, che offrono tutto ciò di cui un comune essere umano possa aver bisogno: dal cibo alla carta igienica, dal bagno al bancomat, dal repellente per insetti alle riviste pornografiche. È abbastanza facile trovare qualcosa di commestibile al loro interno, e anche comodo per un pasto veloce mentre si è presi dalle gioie del turismo: gelati, yogurt, frutta (prevalentemente banane), sushi, onigiri (le famose polpettine di riso ripiene), patatine in sacchetto, ecc. Ovviamente è sempe opportuno controllare gli ingredienti.

Per quanto riguarda i pranzi o le cene fuori, questa è la scelta:
– cucina indiana. Sì, lo so, andare in Giappone e vivere di cucina indiana non ha molto senso, ma è buona (soprattutto in Giappone!) e, a parte il naan, amica dei celiaci;
– patatine, insalata e gelato di Mc Donald’s;
– sushi e sashimi a volontà. Attenzione però a scegliere solo quelli semplici e non marinati, e a portare la vostra salsa di soia da casa;
yakiniku (carne alla piastra), buonissima, ma assicuratevi sempre che la carne non sia marinata;
omerice (un’omelette con dentro il riso). Quando si tratta della versione base non dovrebbero esserci problemi (a parte forse per il ketchup, sempre meglio assicurarsi), fate però attenzione a che non vi servano una versione con salse di vario genere;
yakitori (spiedini di carne grigliati), purché siano al sale e senza l’aggiunta di salse.

omerice

Una omerice.

Negli izakaya – potremmo definirli la versione giapponese dei pub, generalmente costano poco e offrono un’ampia scelta – qualcosa si trova sempre: riso e sashimi sicuramente non mancano mai, e a volte è possibile trovare del pesce alla griglia con sale. Generalmente in questi posti si usa ordinare tutto insieme e condividere, va da sé che nel nostro caso non sarà così.
Anche le Steak house americane si trovano abbastanza facilmente, soprattutto in giro per Tokyo, e con una buona bistecca si va sempre sul sicuro!

Da Yoshinoya, una catena che fa donburi, potete comunque prendere una ciotola di riso bianco con un uovo oppure del kimchi coreano; non è molto ma ci si accontenta. Sembrerebbe inoltre che tra i menu per bambini quello con il riso al curry sia stato privato della farina e sia quindi affidabile. Per quanto riguarda il gyūdon, anche quello del menu per i più piccoli è fuori portata per noi.

Da Saizeriya, una catena che offre cibo pseudo-italiano, si può optare per un’insalata. L’importante è chiedere esclusivamente il condimento all’olio d’oliva.

Altre catene come Denny’s e Mos burger, hanno iniziato a proporre menu senza allergeni (ovviamente per i bambini). Il primo offre due diversi menu: uno con riso, verdure, hamburger e salsiccia; un altro, praticamente uguale al primo, ma con il pane (di riso!). Mos burger offre invece tre scelte: l’hamburger di riso – attenzione perché sono di diversi tipi e solo quello base è privo di allergeni! -, l’hamburger con il pane (di riso) e l’hotdog (sempre con pane di riso). Le patatine sono senza glutine, ma vengono fritte insieme al resto per cui contaminate; meglio optare per l’insalata. Trattandosi di menu per bambini probabilmente saranno un po’ piccoli, ma volete mettere concedersi il lusso di mangiare un hamburger in un fast food? 😉

5861Sushi

Sushi, sempre la scelta più affidabile.

Infine, per chi avesse la possibilità di cucinare in casa, ho trovato alcuni siti molto utili che vendono prodotti privi di allergeni (per bambini, ovvio) e nei quali si può trovare praticamente di tutto!
A-soken vi permette di fare una ricerca in base alla vostra allergia – selezionate 麦 – e offre praticamente ogni cosa: crackers di riso, crocchette di pollo o patate, salse,  miso, pane (spesso congelato), biscotti, farine, preparato per curry, dolci, pizzette, noodle di ogni tipo, pasta, ravioli, e vi fanno anche la torta di Natale o compleanno. Per sicurezza, date però sempre un’occhiata agli ingredienti.
Kobayashi seimen ha invece una vera e propria sezione gluten free, dove vendono pasta e i vari tipi di noodle – ramen, soba e udon – così come le salse per farne la zuppa o con cui condirli.
E per concludere, Egao de gohan. Anche su questo sito è presente una sezione appositamente gluten free, con salse, noodle, pasta di miso e un’ampia scelta di torte di compleanno!

E con questo, credo sia tutto.
Un ultimo consiglio: non parlate mai loro di “celiachia” o “intolleranza al glutine” perché non capirebbero il problema, dite piuttosto di essere “allergici a frumento, orzo e salsa di soia”.
Viaggiare in Giappone da celiaci non è facile, ma nemmeno impossibile. Fin da quando ho scoperto di avere questa intolleranza, mi sono sempre detta che nulla al mondo mi avrebbe mai trattenuta dal viaggiare: piuttosto fare la fame, ma rinunciare a un viaggio mai! Mangiare è bello, e la cucina di un paese è senza dubbio un mezzo importante per entrarne in contatto con la cultura, ma il cibo non è tutto. Il Giappone è un paese bellissimo che merita di essere visitato almeno una volta nella vita, per cui fatevi coraggio e buon viaggio!

Per qualunque dubbio o curiosità, sentitevi liberi di contattarmi.

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6 thoughts on “Giappone gluten free

  1. ti ringrazio non tanto, TANTISSIMO per questo post! 😀
    vivo il tuo stesso problema, forse un po’ peggio di te (perchè le cose che mi piacciono di più contengono proprio glutine! ç_ç) e forse perchè ho scoperto questo post (grazie a Misato) dopo essere peggiorata in maniera esponenziale (ebbene sì, sono bastati 2 mesi per ridurmi in uno stato mai visto prima, le reazioni al glutine ora sono incredibilmente più forti e gravi di quanto le avevo in Italia). detto ciò.. purtroppo ti devo dare una bruttissima notizia: col fatto che il 99% della popolazione non comprende a pieno la vita dell’allergico (vuoi anche perchè qua il grosso della gente non sa praticamente nulla di medicina, cosa che mi ha stupito alquanto), nei ristoranti pensano che, se ti levano dal piatto il prodotto con glutine, possono tranquillamente restituirtelo senza ammazzarti! >_>
    ti avrei consigliato volentieri un ristorante vegano che usa i men gluten free, ma purtroppo ci schiaffano sempre dentro l’orzo! per me, specie in quelle quantità (perchè alla fine è di decorazione) non ha dato troppi problemi (solo un po’ di nausea e capogiro per un’oretta, ossia il tempo impiegato per tornare a casa), però per chi è messo peggio di me.. il rischio è bello alto! ti terrò aggiornata se troverò qualcosa di effettivamente sicuro, nel frattempo continuo ad andare avanti a shio musubi e obento portati da casa! 😀
    Hikaru

    • Eh… purtroppo in Giappone è ostica, lo so bene. Ho iniziato questa approfondita ricerca dopo essere stata male in Giappone, proprio come te. Considera che ero completamente asintomatica un tempo mentre ora, anche se magari non reagisco alla contaminazione, se mangio qualcosa con il glutine mi si blocca subito lo stomaco 😦 Ti dico solo che a ottobre mi aspetta un matrimonio in Giappone e sono terrorizzata (hanno detto che mi faranno il menu dedicato ma vatti a fidare…)
      Spero riusciremo a vederci in Giappone, chissà che in due riusciamo a sopravvivere meglio~

  2. Ciao Mami, il tuo articolo è fatto molto bene, e mi ha dato alcun informazioni molto utili. Sono rientrata in Italia dal Giappone (ci siamo sentite via twitter)…sto scrivendo un po’ di articoli sul mio blog sul Giappone e lo segnalo anche qui così chi è interessato all’argomento può vedere anche i miei…..quindi chi volesse notizie sul senza glutine in Giappone può andare anche su http://www.glutenfreeontheroad.wordpress.com. A presto e in bocca al lupo per il matrimonio giapponese!

    • Grazie per essere passata di qui, e scusa se ci ho messo un po’ a rispondere.
      Spero alla fine tu ti sia trovata bene in Giappone, nonostante le difficoltà col cibo.
      Condivido subito il tuo blog sulla mia pagina facebook 🙂

  3. Ciao mami sono Marco il marito di Mara. Forse ti ha già scritto in privato da qualche parte ma visto che sono capitato sul blog ti lascio un saluto.
    Ringrazio sia te che Minnie e spero di stare meglio dell’ultima volta che ci sono stato visto che almeno adesso so di essere intollerante .

    • Ciao, scusa il ritardo ma sono stata occupatissima!
      Sono felice di essere stata utile 🙂 In realtà ogni tanto mi capita ancora di prendere cose che sembrano a posto e poi accorgermi che contengono glutine, purtroppo il Giappone è un paese difficile per queste cose. Io continuerò a indagare ovviamente! 😉

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