Archives

Giorni #9 #10 #11 #12 #13 #14 #15: Due settimane.

IMG_3580

La mia università e la sua chiesa, quella marrone sulla destra. (Ebbene sì, l’università fu fondata dai Gesuiti)

Sono ormai due settimane che mi trovo qui; il lungo giro di pratiche burocratiche è giunto al termine, ho ripreso a dormire e a mangiare – si ringrazia Madre Natura per avermi fatta nascere masochista e avermi fatto scegliere, da celiaca, il paese della salsa di soia! – mi sto finalmente ambientando.
L’inizio non è stato come me l’aspettavo, devo ammetterlo. Nelle mie esperienze passate trascorse in questa terra, appena vi mettevo piede era ogni volta un’esplosione di gioia e sentimenti positivi: i problemi svanivano, tutto era come vivere in un sogno. Questa volta non è andata proprio così:  il peso che mi portavo appresso era più grande di qualsiasi altra cosa, aveva la forza di schiacciare i sentimenti più positivi e farmi sentire sbagliata. Mi guardavo attorno, in autobus, per le strade, e pensavo a quanto amo questo paese, eppure non provavo alcuna emozione. Forse, in un certo senso, ero davvero sbagliata.

Ora va meglio, ho fatto pace con i miei sentimenti e il mio senso di colpa, sto pian piano imparando a conviverci e trarne la forza di cui ho bisogno per andare avanti.

giappone_butta_dentro

(foto presa da http://www.parlandosparlando.com) Sì, queste sono scene che si vedono ogni giorno nelle ore di punta, non è una leggenda metropolitana.

E intanto la mia nuova vita ha preso il via; le lezioni all’università sono iniziate e sono stata travolta dalla frenesia della metropoli: le corse alla mattina, i treni affollati, le troppe cose da fare e il troppo poco tempo da dedicare a me stessa. Sta iniziando la metamorfosi in “piccola giapponese” – piccola, perché dopotutto non lo sono.
Ogni giorno mi dico: “Devo aggiornare il blog. Devo leggere tutti quelli con cui sono rimasta indietro. Ho voglia di disegnare, di scrivere, di leggere.” E invece niente, alla fine il tempo non basta mai. Le parole restano bloccate lì, in un luogo e in un tempo inesistenti, così come le idee. Ma intanto mi guardo attorno, osservo, ascolto, scopro, prendo nota; prima o poi, il tempo per esprimere tutto ciò che questo mi trasmette riuscirò a trovarlo.

Il corso che sto seguendo all’università – Intensive Japanese 4 – fa davvero fede al nome che porta: ogni giorno due lezioni, ogni giorno un test, ogni giorno vocaboli e testi da studiare, spiegazioni di kanji e presentazioni in classe da preparare, composizioni da scrivere. Non sto riuscendo a trovare nemmeno il tempo per prepararmi alla certificazione di giapponese che sosterrò a dicembre – e questo è male, molto male! – ma mi sto divertendo. Nella mia classe siamo solamente in sette, e questo ci permette di seguire meglio, parlare di più e legare tra noi.
Da oggi ho iniziato a seguire un seminario in giapponese molto interessante; non vi prenderò attivamente parte perchè non mi è concesso, ma ho parlato con l’insegnante e mi ha detto che posso andare ad ascoltare tutte le volte che voglio. Avendo in programma un paio di corsi in giapponese per il prossimo semestre, temevo che sarebbero stati troppi difficili e avrei avuto difficoltà a seguire, ma da quanto ho potuto vedere a questa lezione non credo avrò grossi problemi.

IMG_3631

Un po’ dei libri che, tra certificazione e università, dovrò studiare a qui a dicembre… Fatemi gli auguri!

Domani finalmente si riposa, o per lo meno ci si illude di poterlo fare. Il weekend è appena iniziato e già mi sembra che sia giunto al termine.
Mentre per l’intera giornata di domani mi rinchiuderò in camera a studiare, per domenica ho un bel diversivo in programma! Ma ve ne parlerò nel prossimo post 😉