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Giorni #26 #27 #28 #29 #30 #31: 曇りのち、快晴。

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La vista dal terrazzo di una delle mense della mia università in una bella giornata di sole

Stamattina me ne stavo sdraiata sul letto, in attesa dell’ispirazione per alzarmi, e ascoltavo i suoni che provenivano da fuori. È così che mi sono resa conto, per la prima volta da quando sono qui, di non aver mai sentito i corvi.
Per me è sempre stata una prerogativa della vita in questo paese: la mattina alle cinque e mezza la stanza è illuminata a giorno e i corvi si danno al pazzo gracchiare. Ma quest’anno, in questo luogo, sembra non essere così. A ben pensarci mi è anche capitato piuttosto di rado di vederne, forse solo una o due volte. Eppure ricordo scene oltre il limite dell’incredibile dalle mie passate esperienze.
Che strano, sembra che questa volta sia davvero tutto diverso. O per lo meno, sembra che così voglia apparire ai miei occhi. La mia mente, forse troppo deviata a causa dei film Disney e di Sailor Moon, preferisce interpretarlo come un segno.

曇りのち、快晴 (Kumori nochi, kaisei) è il titolo di questo post. Non doveva essere questo inizialmente, volevo scegliere un titolo che celebrasse il mio primo mese in Giappone – che si compie proprio oggi – ma come mi sono messa a scrivere, le parole sono affiorate alla mia mente e ho pensato che rispecchiassero perfettamente il mio stato d’animo.
Kumori nochi, kaisei” significa letteralmente: “Dopo le nuvole, il sereno“. In Giappone c’è anche una canzone che porta questo titolo, e dentro di me ho subito iniziato a canticchiarne il testo:

Ora stai superando impacciata
giorni pieni di rimorsi,
ma domani soffierà un vento diverso da quello di oggi

Sbatti i piedi!
Cambia i giorni che si limitano ha scorrerti davanti
nel “presente” che sogni,
se provi a fare un passo avanti anche il paesaggio cambierà
la tua felicità è nelle tue mani

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Un piccolo scorcio del solitamente nascosto Monte Fuji, anche se quel giorno era ancora privo della sua classica cima innevata

Quest’ultima settimana sembra aver desiderato lavorare con tutte le sue forze per darmi una piccola spinta. In questi giorni fatti di cielo sereno, sfoghi e riposo, incontri più o meno programmati e belle notizie, ho l’impressione di aver finalmente capito l’errore che stavo commettendo: ossessionata dal pensiero di dover portare a termine con successo il mio scopo, stavo invece rischiando di perderlo di vista.
Ora so che devo prendere le cose più a cuor leggero, anche se essendo tendenzialmente ansiosa per natura non sarà certo facile, e forse anche questo blog – che stava colando a picco negli abissi della noia – potrà finalmente riprendersi. ^^

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Una piccola festa di compleanno improvvisata ^_^

Chiedo scusa a tutti i miei lettori.

A presto!

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Giorni #9 #10 #11 #12 #13 #14 #15: Due settimane.

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La mia università e la sua chiesa, quella marrone sulla destra. (Ebbene sì, l’università fu fondata dai Gesuiti)

Sono ormai due settimane che mi trovo qui; il lungo giro di pratiche burocratiche è giunto al termine, ho ripreso a dormire e a mangiare – si ringrazia Madre Natura per avermi fatta nascere masochista e avermi fatto scegliere, da celiaca, il paese della salsa di soia! – mi sto finalmente ambientando.
L’inizio non è stato come me l’aspettavo, devo ammetterlo. Nelle mie esperienze passate trascorse in questa terra, appena vi mettevo piede era ogni volta un’esplosione di gioia e sentimenti positivi: i problemi svanivano, tutto era come vivere in un sogno. Questa volta non è andata proprio così:  il peso che mi portavo appresso era più grande di qualsiasi altra cosa, aveva la forza di schiacciare i sentimenti più positivi e farmi sentire sbagliata. Mi guardavo attorno, in autobus, per le strade, e pensavo a quanto amo questo paese, eppure non provavo alcuna emozione. Forse, in un certo senso, ero davvero sbagliata.

Ora va meglio, ho fatto pace con i miei sentimenti e il mio senso di colpa, sto pian piano imparando a conviverci e trarne la forza di cui ho bisogno per andare avanti.

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(foto presa da http://www.parlandosparlando.com) Sì, queste sono scene che si vedono ogni giorno nelle ore di punta, non è una leggenda metropolitana.

E intanto la mia nuova vita ha preso il via; le lezioni all’università sono iniziate e sono stata travolta dalla frenesia della metropoli: le corse alla mattina, i treni affollati, le troppe cose da fare e il troppo poco tempo da dedicare a me stessa. Sta iniziando la metamorfosi in “piccola giapponese” – piccola, perché dopotutto non lo sono.
Ogni giorno mi dico: “Devo aggiornare il blog. Devo leggere tutti quelli con cui sono rimasta indietro. Ho voglia di disegnare, di scrivere, di leggere.” E invece niente, alla fine il tempo non basta mai. Le parole restano bloccate lì, in un luogo e in un tempo inesistenti, così come le idee. Ma intanto mi guardo attorno, osservo, ascolto, scopro, prendo nota; prima o poi, il tempo per esprimere tutto ciò che questo mi trasmette riuscirò a trovarlo.

Il corso che sto seguendo all’università – Intensive Japanese 4 – fa davvero fede al nome che porta: ogni giorno due lezioni, ogni giorno un test, ogni giorno vocaboli e testi da studiare, spiegazioni di kanji e presentazioni in classe da preparare, composizioni da scrivere. Non sto riuscendo a trovare nemmeno il tempo per prepararmi alla certificazione di giapponese che sosterrò a dicembre – e questo è male, molto male! – ma mi sto divertendo. Nella mia classe siamo solamente in sette, e questo ci permette di seguire meglio, parlare di più e legare tra noi.
Da oggi ho iniziato a seguire un seminario in giapponese molto interessante; non vi prenderò attivamente parte perchè non mi è concesso, ma ho parlato con l’insegnante e mi ha detto che posso andare ad ascoltare tutte le volte che voglio. Avendo in programma un paio di corsi in giapponese per il prossimo semestre, temevo che sarebbero stati troppi difficili e avrei avuto difficoltà a seguire, ma da quanto ho potuto vedere a questa lezione non credo avrò grossi problemi.

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Un po’ dei libri che, tra certificazione e università, dovrò studiare a qui a dicembre… Fatemi gli auguri!

Domani finalmente si riposa, o per lo meno ci si illude di poterlo fare. Il weekend è appena iniziato e già mi sembra che sia giunto al termine.
Mentre per l’intera giornata di domani mi rinchiuderò in camera a studiare, per domenica ho un bel diversivo in programma! Ma ve ne parlerò nel prossimo post 😉